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Tomo undecimo.
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Lo Spettàcolo

X’Abito NON han più voluto nè regola , nè soggeziò-ìell’Uo- ne ; Si può dir dunque delle vesti quel cheM0 ' fi dice dei sacrifizj e delle adunanze di reli-gione: hanno comune l'origine, antica nien-te menò del mondo.

Il solo esempio di Adamo e dei figliuoli dilui ha potuto perpetuar queste cose nelle in-numerabili famiglie che ne sonod.scese; e nonci dee recar piò stupore; che alcune vi abbia-no derogato, di quel che stano cadute in unaorrenda barbarie ; segregandosi e facendo uàcorpo da sè; Imperocché se 1’uomo trova nellasocietà i sostegni della vita animale, nella so-cietà pur rinviene i veri appoggi della ragione,

Là Scrittura ci fa l’istoria delle vesti. Ilmondo nel suo primiero stato noti ne abbiso-gnava , ed il solo decreto di Dio, fondato suldisordine dell’ uomo , le ha fatte essere neces-sarie. Tutte le rinomate nazioni a noi conte;proporzionando le lord vesti alle attuali im-pressioni del caldo e del freddo , han conser-vato un ìnvariabil rispetto per la decenza .Le leggi del bisogno cambiano; ma quelle dellamodestia sono immutabili.

Una certa filosofia , sempre mai singolarenelle sue mire, senza far alcun caso del con-certo che trovasi tra l’esperienza di tante na-zioni, ed il racconto della Scrittura, vorrebbeesentarci in parte da queste leggi , e riferirtutto alla semplice necessità di mitigare le in-giurie dell’aria.

I nostri moderni Epicurei si fanno forti sula' condotta di Diogene, di Licurgo, di moltipittori, e di alcuni Barbari, che non cono-

scono, dicesi, alcuna' legge.

Cre-