î 5© Lo Spettacolo
V Abito La catena che i Latini chiamavano Jlamen , |i,BttL’ Uo« ed i nostri Padri han chiamato stame , è co- \aMO ’ me la base ed il fondamento del drappo. Son jiifiquesti dei lunghi fili torti , che si stendono ^sopra una macchina, dei quali altri si alzano, Itialtri a vicenda si abbassano per ricevere ed af- wferrare un altro filo che si chiama trama, il ìquale vi è intruso attraverso da una spola, aeh’ è un istrumento a due punte fatto a foggia Udi un battello. Tutte le stoffe precedenti so- ±no in comparazione di questa o troppo mastio- mce, o di tessitura troppo rara, o di un lavo- ritito troppo tedioso. Il tessuto a catena ed a mtrama è speditivo; è anche il più comodo, ®ed il più atto a variarsi secondo P esigenza delle sit;stagioni non men che secondo il gusto delle knazioni e dei particolari. Di la viene quel nu- ilamero, per così dire, infinito di spezie tutte suodifferenti, di tele, di stamigne, di rasce, di anipanni, di ciambellotti, di zendadi, di dama- ;:ischi, di velluti, e di altri drappi , i nomi ardei quali si cambiano come le materie, e le tasimescolanze dei fili. L’
La mate- i°- Le materie che abbiam trovate idonee îu!ria dei ad esser filate e lavorate sul telaio, ci ven- {a4raii>i. g ono à certe piante o da certi animali. La aScanapa, il lino, l’ortica, l’aloè, ed altre pian- jtî;Le cortec- te note agì’ Indiani , ci presentano delle cor-difUamen- tecce filamentose, che si sviluppano da tutto fe,ti. il legno, che vi può restare attaccato, facea- àr-dale macerare nell*acqua, poi rompendole fot- te*to la maciulla ; e facendole finalmente passi E*più volte per le lunghe punte di un pettine diferro, per poterle filare, tessere, ed imbian- tîchire. Si può imbianchire e prima di tester-