154 Lo Spettacolo
l.’A bito ed è di distribuire le nostre limoline in mo* ,1dell’Uo- do, che siano la ricompensa di un universa- ■!;M0 ‘ le lavoro ; cosicché tutto il minuto popolo 5 ]della campagna guadagnandosi il vitto, su la solana si adagi, e di quella si vesta. Allora di- èlivenendo certa la consumazione di questa pre- fj»zi osa mercatanzia , la nostra passione per le si:vesti pompose , non che nuocere allo Stato, ;imanterrà utilmente un’altra moltitudine nel ihcommercio , che diverrebbe con cib sempre ::ipisi florido e vario. W
La lana. I peli degli animali son senza dubbio la mmateria la più abbondante, e la più general- iisamente impiegata a coprir l’uomo. La lanu- ratgine del casiere, la piuma dello struzzo, il mopelo del cammello, quello delle capre di Asia Lie di Africa, la lana della vigogna, eh’è la kipecora del Perù, non sono che una piccolis- ì,}sima parte di questa provvisione ubertosa. La siilana della nostra pecora comune è quella che, «in un con le pelli, più sicuramente difende- aci dagl’insulti degli elementi. jL
te mesco- 2 -° Q ue st° primo fondo di materie di gii ij»,Unze. vario in se stesso , si diversifica ancora più
pel numero delle spezie in ogni materia, e :>nperle mescolanze dall’uso approvate. La qua- îfaàeJità delle lane varia secondo i paesi ; nuove i{varietà dalla maniera di prepararle , varietà »,ancora più grandi dal modo di accompagnar- li,;le. Non v’ha alcuna manifattura di lana, in '&tjcui non si dia il primo luogo alla lana di cjSegovia , e quasi generalmente a tutte le lane no«di Castiglia, di Estremadura, di Andaluzia, »,•od anche della maggior parte delle provincie ifodi Spagna, ma però in differenti gradi. Il se- %
condo