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rivato ali’ ultimo torna indietro, e riporta una l’Abito^ eguale quantità di fili con moto contrario su CELL ’ u< ?-® le stesse cavicchie , disponendogli a gelosia , M0 ‘i ; vale a dire colla inserzione delle sue dita se-
II parando i fili , che aiuteranno P andamento’i- della catena sul telaio. Egli , sia nel numero® dei fili, sia nella maniera di unirli, segue un“'J: ordine e delle misure che si variano da unaK manifattura ad un’ altra . Nei luoghi , per
esempio, ne’quai si fabbricano i piccoli drap-® pi più belii , è assaissimo in uso di condurrediciotto fili su le cavicchie dell’ orditoio . L’iìia andata su tutte le cavicchie , ed il giro o ri-torno su le stesse , faranno una prima unione»>'- di trentasei fili ; eh’ è ciò che chiamasi unali!) portata. Quaranta di queste portate vi voglio-ifi no a formare la totalità di quella massa chett!, dicesti una catena . Son dunque 1440. fili ,kp che moltiplicati per dodici canne che lor si« dan di lunghezza , fanno 17280. canne di si-li! lo . L’ operajo , per rendere questa massa diài lunghi fili maneggevole e portatile, ne roton-i£ da 1’estremità a foggia di un grande anello , intir cui inserisce il suo braccio, e a quello condu-ci ce la massa di sili . In cotal modo ne fa un
1,;:: fecondo anello , e poi attraverso di quello unio terzo , e così continua . Da ciò è che quei La catena,liss lunghi accoppiamenti di fila di stame essendoi»ìli inanellati e raccorciati in un piccolo spazio ,
gii: prendono il nome di catena , e lo ritengono ,
III anche quando si distendono sul telajo per rice-|O vere il filo , che lor dee passare attraverso .fife Abbisognano molte di queste catene , per for-fiifî marne la montura , o sia la gran catena delB drappo, che è quella prima base di lunghi fi*
Tomo XI. L li,