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Tomo undecimo.
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163
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delia Natura. 163

'catena alzati e abbassati a vicenda , gli uniràtutti in un solo corpo , e ne formerà un tes-suto egualmente gonfio e ripieno da'un capòaîl’altro. Questo è cjuel filò trasversale , che tra-ma o gonfiatura fi chiama.

Le lane corte, quelle che son rimaste al fon-do del pettine , non avendo potuto, per man-canza di lunghezza, mantenersi in ordine conle altre * e generalmente tutte quelle che sichiamano basse lane* sono impiegate nei drap-pi comuni a fare il filo di trama^ dopo esserestate battute e cardate.

I cardi sono ancor essi due tavolette comeil pettine , ma più larghe che alte , coperte di1( '■ un cuojo armato di punte di ferro ; ed al con-iai tra rio dei denti del pettine che son lunghi ,^ quei dei cardi son piccoli e un po’incurvati,per rompere le materie , che entro vi passa-li no-, in minutissime particelle , e per rarefare' L slegare più che sia possibile le borre difesa,î le sete di rifiuto , i rimasugli dei lunghi fili‘k'del bozzolo i la lanugine del Pastore, od altro,V le basse-lahe, e tutti i peli corti, che non si, ponno preparare col pettine . In fine i cardi! :“sono anche impiegati a rompere le lane-alte,V‘quando si vuol fare del panno , o delle ra-^"sce fine -, che imitano la gonfiatura del pari-li st

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L’intenzione del lavoro dei cardi è di pfe-®®fparare una materia gonfia, floscia, atta a sor-volare un filo poco unito j di cui s peli dan'infuori per ogni verso gli uni cóntro gli altri ,«S’e cercano di uscir da ogni parte; Infatti imi-filiti péli passati per i cardi essendo situati per“ # < ‘dgni immaginabile verso , noti ponno torcersil1 ' ì. 2 0 pie-

V AbitòDE tL’Uo.MO .

I cardi.