L’ Abitodeci-’ Uo-mo*
164 Lo Spettacolo
o piegarsi senza procurare continuamente siiraddrizzarsi o disgiungersi. Il filo , in cui en-trano , esser debbe arricciato e poco torto ;egli dee dunque dare una trama propria a gon-fiare il drappo e a coprirlo , gettando fuoriuna infinità di peli impegnati dalPaltra estremi-tà nel corpo del drappo.
La lana si carda in più volte , nelle qualis’impiegano gradatamente degli strumenti piùfini, e dei denti più corti. Nella ultima ope-razione ella esce di sotto ai cardi come un pic-colo rotolo largo un dito , e dodici lungo .Questi rotoli di debole lana si chiamano sal-sicciotti , e si filano al gran filatoio senzaajnto della conocchia. * L’operajo colla ma-no sinistra presenta l’estremità del salsicciottoalla punta del fuso , e colia destra mette inmoto la ruota, la corda, ed il fuso , La lanaafferrata dalla punta che gira, si attortiglia perlo stesso verso . L' operajo allontana la suamano , ed allunga di tre o quattro piedi ilsalsicciotto , il quale assottigliandosi , e pren-dendo da un capo ali’ altro il giro del fuso ,diventa un filo abbastanza torto per essere diqualche consistenza , e abbastanza floscio pergettare al di fuori 1’estremità dei suoi peli .Con una scossa di rovescio data impetuosamen-te alla ruota, 1’ operajo stacca dalla punta ilsuo filo , e T avvolge tostamente sui fuso ,dando di nuovo alla ruota l’ordinario suo mo-vimento . Egli unisce dipoi 1’estremità di unnuovo salsicciotto ali’estremità del filo forma-to ed avvolto ; egli applica il punto di ria-mo»
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