Î74 LO ŠPETTACOL
V Abito r3) dove il minimo corpo duro potrebbe iso-dell’Uo- rare il drappo nella pila del follone . DalleM0 ‘ mani di costui ritorna in quelle della netta-trice , che lo ripassa da un capo ali’ altro , egli leva di nuovo i corpi terricci , od altri ;che potrebbono alterarne il colore , e rendernela grossezza ineguale . Il drappo dopo questaseconda visita ritorna alla gualchiera , dove èbattuto non a l’acqua fredda ; ma alla caldaed al sapone, poi nettato e lavato sino a chedalla pila esce l’acqua così limpida come vi éentrata. Si ferma l’acqua per battere a seccojed è allora che il drappo è feltrato o solato for-temente , se lo dee essere . Si ha la precauzió-ne di spiegarlo ogni due ore z e di tirarlo perle cimosse sì per indebolire le pieghe contrat-te sotto il bastone , sì per impedirne il trop-po grande raggrinzamento; Se gli dà ancorai’acqua, e lavato di nuovo nella pila, n’efce ordi-nariamente peri 4 ultima volta.
Vigorosi operai s* armano di doppie Crocidi ferro guarnite di teste di cardo, di cui cia-scuna foglia veduta col microscopio si trova ter-minata da un uncino assai aguzzo ; e dopo averbagnato il drappo in moli’acqua , lo tengonoesposto o sospeso sopra una pertica i e cardan-dolo ne fanno sortite il pelo scopettandoió perógni vesso, dal basso ali’alto, poi dal!’alto albasso, A contrapelo, poi a pelo , prima a car-do morto, o che ha servito altre volte j poi icardo vivo, e che per la prima volta si adope-ra i L’ opera si sa prima cori forza modera-ta , poi con maggiore , ma sempre con l’av-vertenza di non rompere il drappo ; è ditien impoverirne troppo il fondo , pet va*
let-
1 #
rat
(atte
Cîlip
.iti
PO
lui
‘lili
(