178 Lo Spettacolo
l’ìabito talvolta ingommare ogni piega, poscia inferi- jcell’Uct- re- un cartone'tra una piega, ed un’altra lin' |, g[MO " ali’ultima, che cuoprefi d’ un’ affé di forma a ,quadra per porre, e tener qualche tempo il Lfardello sotto il torchio, ^
Per fissare, e lustrare una stoffa, non ba- Ksta che tutt' i peli giacciano tifila medesimaparte ; il che produce necessariamente nella to- j,talita la medesima riflessione di luce ; bisognaeziandio che tutt’i peli abbian perduto la lo- !!t ;to elasticità ne! punto , in cui si piegano. ^Altrimenti si- rialzeranno disugualmente . La Mprima stilla di pioggia, che cadrà sulla stof- ■ (fa, venendo a seccarsi, i peli da quella tocca- l!tt fti ripiglieranno pel diseccamento qualche po’ j £d’elastico, e faran comparire una macchia lad- ®dove realmente altro non è, eh’ una riflesso- ^ne di luce differente da quella de’ peli vicini, ^Si proccura d’ovviar a questo male colsi egua- Ijlità del torchio: ai primi fi sostituiscono a!- %tri cartoni, o pergamene piti fine, e più li- ,, E ]sce, poi vi a' aggiungono di spazio in spazio -,piastrelle di legno , o di rame ben calde per wfinire col torchio di piegare tutt’i peli, e dideterminarne la piega in una sola parte,Altrevoîte se ne rompeva molto più effica- ^mente si elastico, e si dava alle stoffe un In- ìt jstro più netto, e più durevole allorché s’usa- £itlva di rotolarle attorno de’ cilindri del lisciato-jo, e di farle marciare colsi aiuto d’un’albe- yro aggiuntesi tra una tavola immobile di mar- tll i,mo, o di legno, ed un’altra tavola perfetta- fy î(mente pulisca , o guarnita d'una gran foglia ^di rame, e andante e vegnente su i rotoli con ^un carico di diciotto in venti migliaia di libbre. ^
f