della Natura. 187
Ij*!' ni di filo, a traverso de’quali passa la care- l’Abito'/* na , e che alzandosi , o abbassandosi fan sali- dell’Uo-f re , e scendere a vicenda una parte dei fili M0 ‘
Q della catena, poi 1’ altra, per prendere, e fer-mare di mano in mano tutt’ i peli della tra-ma. I panni, le stamigne lisce, e molt’altre” ■ stoffe di cotone, seta, o lana, non hanno che* due pettini , ed altrettante calcolo per abbas-farli; il che forma una granaglia di stoffa ugua-'5? le, e semplice . Quasi tutte le saje si fanno con, J quattro calcele; il che incrocia , e sincronia1 obbliquamente i fili della stoffa, il di cui tes-®°, E " fute, debole per se stesso, si stringe, e forti-' - fica con questo intreccio . Riceverà la stoffa.cik, una nuova granaglia, un nuov’occhio , ed un’altro nome , s’è fabbricata con tre pettini .
V' Tutto vi cangia ancor più, s’é fatta con ottocalcele, dieci, ventiquattro, e anche più. Sifanno andar’i pettini col moto de’piedi, pre-°b' mende le calcele corrispondenti : ovvero l’ope-'.F* ra si fa a tirata. Mentre il tessitore fa anda-¥* re, e venire la sua spola , tiene al suo fian-^ co un secondo lavorante , che ad ogni gettotira, o alza un pettine con un cordone, e loifc lascia ricadere per tirarne un’ altro , ricomin-j ii: dando sempre nello stesso modo. Oltre la mol-
tiplicita de’pettini , variate voi il colore de’tf® fili della catena , o inserite voi di spazio inii'N 1 spazio , e in regolate distanze una trama di*8 un colore, poi una trama di un’altro! E'ne-cessano che T ordine dei punti della catena;fci £ presi o lasciati , e 1’ ordine dei punti d’ognìtrama messi al chiaro sopra la catena, o na-uti'" scosti sotto, formino sulla stoffa o lunghe ri-si? ghe, o una fiamma, o un fioretto, oqualche
figu-