1J Abito3ÒELL’ Uù-\iO .
Il lavorodi Lione èil più bellodel Mon-do .
188 Lo Spettacolo
figura regolare , che si replica sempre la me- Pdesima, come sempre è lo flesso il giuoco del- P®le calcolo. V’ è una invenzione , o delire?-- "za, che rapisce, nella fattura sola, di cui far- ® ntefice legge il disegno , per regolare su i co- àlori dei piccioli quadri che lo compongono , H1’ordine delle cordellette, e de’pettini da ab- dpabaffarsi vicendevolmente, e per confermarvi i ^moti del tessitore, odel tiratore, chefarausci- àre una vera pittura dal fondo delia stoffastn Jza concepirvi altra cosa che sordine delle cal- “cole da premersi , o dei cordoni da tirarsi .■ àMa dubito che non sia possibile di far capire Jl ^col discorso , cóme si legga un disegno , poi MffiCome i piedi faccian’uscire una figura; basta l J,ncdi concepirne bene il principio , che riducefî Mai punti della catena , e della trama presi o à> Slasciati , scoperti o celati da questo , e quelgiuoco de’ pettini . Se volete , Signore , esa- "à'minare a fondo s industria di tal lavoro , ed-avanzarvici gradatamente, cominciate da! ve- ;| ™der fare una cinghia presso un Cordajo . Lasemplicità di questo lavoro disporran vi a con- £ ®cepir quello , eh’è più composto. Quindi pas- a»fate da un ferrandinajo, e poi da un nastraio. MQuesti preparativi vi condurranno a compren-dere l’artifizio di un’opera, che si fa a tirata , j*®
di tutte le stoffe a fiori , e infine dei tessuti àpiù figurati. ;6l
Qui, mio caro Amico , vi veggo con tutte jle persone di buon gusto fissare gli occhi vo-stri , e la vostra ammirazione su i disegni àisempre nuovi , e sempre stupendi di Lione . ! *
Non s’ è veduto finora, anche per consesso- ine de’nostri vicini, niente che sia superiore , Bj
opa-