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della Natura. 189
o paragonabile a! lavoro dei Lionesi , o sia per v Abito1’ assortimento e’1 fuoco de’colori , o sia per deh-’V o-la leggerezza del disegno; ed ogni anno som-ministrando novità, felici, tutta 1’Europa s’ad-drizza ad essi , o almeno vi fon rimasti inpossesso del primo rango, e continuano a fardisperare i loro imitatori.
Ma questi disegni brillanti non sono perlamoltitudine. Se nel eommerzio si fa capitaledi una stoffa, che può convenire a cento per-sone qualificate, vi si stima ancor più in unsenso quella , che veste con leggiadria centomila persone dozzinali : perché consumandomaterie nostre, essa occupa in ogni parte la fi-latrice, il tintore, il tessitore, e il mercante.
Questa ragione, fondata sul bene della Socie-tà, da subito !'esclusiva a un gran numero distoffe straniere rovinanti il nostro Commerziocoll’avvilimento delle nostre fabbriche ; e percattiva sorte la severità delle savie leggi, chene vietano 1’ uso, pare che stuzzichi le nostrevoglie, e che moltiplichi i trasgressori . Noiesclamiamo contro un’editto , la di cui ese-cuzione sarebbe il vero bene di tutto lo Sta-to, e c’ interessiamo per contrabbandieri faci-norosi , le di cui operazioni sorde , e quasi sem-pre impunite privano 1’ artefice della certezzadel suo lavoro, e il proprietario dello spacciodelle lane, o del cotone, che la sua terra, ola sua piantagione gli somministra . L’unico ri-medio al male sarebbe una stoffa Franzese ,che accoppiasse la bellezza deli’ Indiana collatenuità del prezzo.
I nostri artefici sempre inventivi comincia-no a sfioreggiare *-on mescolanze di colori ,
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