Seu a Natura* 2ZZ
® Zi lunghezza, che sono" il primo fondo di unapezza di panno.
'i- Il filo dolce si fa al gran tornello con lana,J ii scardassata, e si nomina trama, o gonfiezza 5 latrama attraversa il filo di catena, e si nomina, se* fi vuole, gonfiezza, quando si tratta d’una stoffaà vellutata piuttosto che liscia.
®ì: Il filo della catena de’panni si nomina co-
munemente filo di rovescio , perch’ essendo diijti lana scardassata come la trama, si faanch’essoik; al gran tornello, ma con la cautela d’incrocic-11. chiar la corda ; il che produce due vantaggi - ,p 1’uno di fare un filo un po’più torto, e più re-ib : Mente ; l’altro di dare a questo filo un giro diffe-rente da quello della trama, affinchè l’uno, e l*al-ìés tro feltrino meglio nella gualchiera.s, La stoffa può esser di tre sorte, jlamigna , sa-ja , o panno .
iti,: La jlamigna , o fioffa da due slami è di filo di
L stame su filo di stame, vale a dire che la ca-tena è di filo torto , e la trama ancora diut; questo, fatto parimente con lana pettinata.in La sajs è di filo dolce, o di trama scardassa-è ta, su catena di stame, odi’lana pettinata .to-; Il panno è di due fili dolci, vale a dire che1ES îa catena, e la trama ne fono di filo pochissimoJ: torto, e di lana scardassata per formare una stof-fa più guarnita, e più velluta.
3J£ Queste tre spezie fondamentali fi suddividonoin una infinità d’altre secondo certe fatture, oqualità, che vi s’ aggiungono.
]iù Tessere è lavorare sul telajo , in cui si fa la stof-ul,j fa. Quest’èfare una stoffa.
Un tessitore basta per la stamigna , é.per faj;j saja, perché queste piccole stoffe avendo pocaS ' lar -
I? Aéit«dell’ Ua-MO .