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dar’avanti pisi , o meno le due verghe 1’ ahia fianco dell’altra, da alla sua stoffa uh con-tegno , ed una larghezza sempre uguale.
S’ egli non prendesse lâ cura di templar lasua fioffa , la trama si ritirerebbe disugualmen-te, e raccozzerebbe i fili della catena ora più,ora meno. Ma sluogando il suo templo di quan-do in quando, per tenerlo vicino agli ultimigetti della trama , batte questa quadratamen-te , e in modo da farle sentire egualmente intutta la sua lunghezza il colpo del grand’ordignomobile.
Il lavorante continua vicendevolmente agettar la spola da templare , e da scaricare .Giunto infine ali’ estremità della sua pezza *egli prende come ne! capo un’ altra trama ,e iti fa una righetta d’alito colore, per por-vi parimente i nomi d’uso , e per ricevervii piombi. Queste due estremità chiaman!! ca-pace coda .
In Amrens , Rems, e Mans si rintuzzanotutte F elasticità di una piccola stoffa , pene-trandola col vapore dell’ acqua calda in unacaldaia quadrata, in cui si stende sul suo ruo-tolo con altre . Il che la dispone ad esser benpreparata .
La gualthierà è un mulino da acqua desti-nato a far cadere grossi mazzapicchi sullestoffe per purgarle d’ ogni impurità , o perdar loro in secondo luogo la consistenza delfeltro.
Le pile son gli albi , o vasi scavati per ri-ceverle stoffe, che vis’aggiranocontinuamentefotte» i colpi de’mazzapicchi.
Le levate fono i capi de’pezzi di legno, che
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