Band 
Tomo undecimo.
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delia Natura, rzr

T lavoranti, che ce le preparano, son di le Pei»due sorti. Gli uni ci preparano diverse pel- j-icceri'blicce con pelli delicate, lasciandovi il pelo, j A recchjche ne fa il merito principale, e la prima hel- pe’Cuoj»leria. Gli altri impiegano o in abiti, o inmobili, o in diverse sorti di coperte le pellipiù forti, e d’un servigio provato, pelando-le comunemente , e penetrandole con alcu-ne materie proprie a rassodarle, o a raddol-cirle .

Le pelli impiegate dai primi, che chiamiamPelliccia), sono o rare e preziose, o comunie di minor valore. Dopo alcuni apparecchi,certi de’ quali sono di semplice conservazio-ne, altri servono a penetrare, ammorbidire,e fortificar la pelle col mezzo dell’olio, nongià dalla parte del pelo, eh’è messo esatta-mente al coperto nel!’ operazione ; ma dallaparte del dosso solamente; i nostri pellicciaimettono da principio in opera, e fanno va-lere coll’aggiustatezza degli assortimenti ciò,che si trova di belio nella nostra salvaticinacomune: tali sono le pelli delle volpi, dellefaine, delle talpe, de’ tassi, delle lontre, de’conigli, delle lepri, de’lupi cervieri, o linci,e d’alcuni altri. Il lupo cerviere è un’ ani-male salvatichissimo, più grosso d’una volpe,e che a cagione del suo occhio scintillante pas-sa presso molti Naturalisti per essere il lineedegli Antichi, di cui non si sente parlar più.

La sua pelle è forse ciò, che si può veder dipiù bello. Ma ella si trova nelle nostre sel-ve ; e si vuol piuttosto comprare a caro prez-zo una pelle lugubre, troppo spesso tinta, econtraffatta , purché si goda dell’ aggradevol

pen-