hELLA Natura. 253
licce, e la Sabbia d’ oro, che vi rotola sulle le Pei-l'ponde di qualche fiume. La situazion del eiccerîepaese facilita questa soggezióne . La Siberia jarecchjnon è aperta che dalla parte della Tartaria, oe’Cooj .di cui eli’ è porzione, ed in cui le pelliccenon vaglion niente. Dalla parte del Setten-trione, e dell’Occidente è difesa da’ghiacci :da quella della Moscovia è cinta da una ca-tena di Montagne , i di cui passi tutti sonfortificati. Si Lugano con tutto il rigore quel-li, che n’escono, fino a romper loro il cari-co della lor treggia, per vedere se v’è nasco-sta qualche preziosa mercanzia. I delinquen-ti, che si esiliano da Moscovia in Siberia,son’obbligati d’andarvi a caccia. S’alimen-tano : ma ciò, che prendono, è del Czar.
Gli altri abitanti , che fanno la medesimacaccia, non possono farne alcun traffico fuordel paese: ma le belle pelli, che possono ave-re da vendere, devono esser portate al Go-vernatore di Siberia. Egli le paga loro un po’più del prezzo corrente, eh’ è poca cosa, ele manda suggellate al Senato di Russia, chele distribuisce a Mosca , a Petersburgo , adArcangelo, o ad altri luoghi mercantili. Lacaccia si fa o con laccj, o a colpi di basto-ne, o a colpi di frecce rintuzzate, che ucci-dono, o stordiscono l’animale senza danneg-giar la sua pelle.
Le pellicce del Nord, che si stimano mag-giormente , sono la martora, la volpe nera,l’ermellino , e’1 vajo.
La Màrtora è una spezie di donnola, che Lam 4 rt<*trovasi in Biscaglia , in Prussia, in Canada, »»*«««ed altrove. Ma la più stimata è la Siberi-
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