Band 
Tomo undecimo.
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della Natura. 2 63

te anneriscono la pelle gradatamente ; • e si re- le Pf,l-plica' sinch’ il nero sia divenuto lucente. Il uccekìe,grano, e le piccole crepature, che facilitano parecchÎTarrendevolezza del vitello, e della vacci, vi be’Quoj.provengono dalle pieghe* reiterate, che si sonfatte prendere alla pelle ora in un verso, edora in un’altro, e dalla cura, che s’è presadi rabbattervi per sino le minori durezze del-la parte messa in colore, a forza di farvi an-dare, e venire una palettina di metallo, chefi chiama Stira .

Il lavoro del pergamenato è più semplice.Dappoiché il vitellajo gli ha passato in bian- mena]!?. 3 "co le pelli da lui chieste, egli ripiglia le me-desime pelli per raschiarle a secco., e più afondo di carne, e di fiore, facendovi passare,c ripassare un ferro molto affilato, operazioneeh’esso chiama Scancellare .

Dacch’ egli ha messe da parte le [cancellatu-re per farne una colla chiara, che ferve parti-colarmente ad inamidare lo stame di moltestoffe di lana , e a farlo meglio insinuarsi ne’pettini; esso finisce il suo lavoro, facendo ri-passare la pietra pomice sulla medesima pelle ;e n' abbatte con esattezza per sino le più pic-cole disuguaglianze. Se la pelle è di castrato,si nominerà pergamena , e sarà soprattutto im-piegata per ricevere la scrittura, e tutti gliatti, che si voglion render durevoli. Ma s’àdi vitello di latte, o d’agnello morto nel na-scere , si nominerà vitellina, e farà dai dise-gnatori impiegata per tutto ciò, che diman-da un campo tersissimo, ed una grande squi-sitezza nel!' esecuzione.

Noi vediamo ciò, che si guadagna a pene-R. 4 tra-