Band 
Tomo quinto.
Seite
17
JPEG-Download
 

£) î. A t Q & «t P R ! U O . if

sola, e calor anche d’una mezza, il como-do dell’acqua , onde inastiate i suoi piati :dopo di che si serra il canale, che era stato a-perto per lui, e si tramanda quell’acqua neiprato del suo vicino. Ma nelle praterie di Va-lenza, e d’Andaluzia quei Terrazzani fi val-gono de’rigagni, tirati a prò loro da’fiumicontigui ; e sì difendono fioro erbaggi da glialidori * che le l’acqua di quei rigagni resta pilibasta, che non è il piano del prato j l'attingoncon una pala incavata, e poi la spargon di ma-no in mano a guisa d’ una pioggia su pel terre-no . Il fiume Xticar ^ i forza di tante dirama-zioni, o rigagnoli artificiali, tirati di qua,e di là per un tratto di quaranta , o cinquan-ta miglia di paese, resta poco meno i che a-sciuttof

Il fieno, dopo esser segato, fi rivolta più epiù volte sostopra, e si sparpaglia pel prato,affine di fargli esalare più che fi può quel suogran fuoco; il quale , senza una tal precauzio-ne ; il farebbe sicuramente avvampare dentroil fienile. Dopo il tramontare del Sole , fi vavia via ammoncicando ; per difenderlo dallarugiada, e dall’umido della notte, né mai fiporta al fienile, se prima non ha svampato( standosi ali’ aria ) quanto bisogna. Convieneperò tenere il suo carro ad ognora allestito;per prevenire le stravaganze de’ temporali,è porlo in tal caso al coperto. Pur tropposuccede , che ùn improvviso rovescio d’ac-qua, o un’impetuosa fiumana vi porti viain un batter d’ occhio tutto quest’ im-portante provento, e che lo disperga quaToma V.- B • - e là