Dialogo Terzo, 95
i mulino, o veramente il tramaglio, e le cesto-ni ili le, che avevan collocate di prima qell’imboc-ià. catura della pescaia. Quelli son tutti agguati,îìi che lavorano giorno e notte a favor del padro-ni ne , senza eh’ ei se ne prenda verun pen<
«fi siero. _ l s Na p,
wq La nassa è una cestella di vinchi lunga e ri- p a ,
«1,5 tonda, modellata a guisa di una gabbia ari- Lar.fv.;/.,tiî iroso, colfentramento stretto, e’Idi fuori sa.li: ampio, che ’l dì e la notte col peso d’alcuna
pietra si lascia nel fondo dell’acqua, ed ha al-» cuna vite nella coda legata, con cui si trae.à l fuscelli, che la compongono, son collegatiin modo tale, che si dilatano agevolmente ,iiîii allorché il pesce vi vuol entrare ; ma, s’egliio: tenta di tornare indietro, gli presentano dell’
» acutissime punte, che lo feriscono, e sì lori-îf muovono dall’uscir suora.
lin . Cav. I nostri pescatori han presa alla nassa L’an-,à,: un’anguilla, edue lampredotti. L’anguilla giulla
,'ni si conosce benissimo a’due notatoj; eilam-ie predetti a’ pertugi, eh’ egli hanno in su’ sian-iti chi, -e poco sotto alla testa, i quali, s’io non p ret jot-uiit ni’inganno , fervono loro per relpirare. to.Lat.
:(i; Prior. E forse ancora per dar l’esito ali’ Marana -tiil; acqua, che s’intrude insieme coì cibo nel la.
*f loro esofago; e della quale io per me du-
bito non gli altri pesci si sgravino per mez-Itnt zo delie orecchie.
lile Cav, Mostratemi di grazia come sia fatto ilil tramaglio.
Prior. Or ora lo vedrete trar fuori dell’ac-qua. Egli consiste in una rete ben grande, la j.
,B quale è composta di due ale, e di diversi cer- ,j 0 \wt chi. Le due ale son sostenute da diversi pali, p-ss ter-gi pian- ricalum.