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ragne, e quivi, internandosi nelle caverne,come che sia riscaldate al disotto, tramandisu per le volte, e su pel concavo delle medesi-me un continuo vapore, il quale poi conden-sandosi, e risolvendosi in acqua, formi quellefontane perenni * che noi veggiamo scaturire'■ da’monti. Accingiamoci intanto a confutareil secondo progetto, «serbandoci a scrutinarein ultimo luogo il primiero. Primieramentes’asserisce senza prova, che dal letto del maresino alle falde delle montagne vi sian de’con-dotti, o delle vie sotterranee, per cui quel!'acqua possa condursi liberamente sin là. Con-ciosiachè, non solamente non v’ha alcun fattoonde. si possagiustificarl’esistenzadiquesti ca-nali, ma, quel ch’è peggio, quantunque vol-te si son trovate sotterra dell’acque correnti ,siè sempre osservato , che le medesime venivandalle montagne alla volta del mare, e non mai(a)Ved. dalmarealla voltadelle montagne, (a)si Valisi Ma non issiamo a sofisticare intorno alla di-
ne! in” rez ' one queste correnti. Supponghiamoletorno * arrivate, senza incontrare veruno intoppoali’ ori- aste falde delle montagne. Che ne avverràgine del-Si pretende, ch’elle vi trovino un certo gradole/onta- di calore, il qual sia valevole a farle evaporareHSU714. su perle voltequivi riposte, e che gli stesti va-pori, conglutinati dal freddo delle, medesimevolte, e delle pareti di dette caverne (comeaddivien dell’umore, che resta attaccato al co-perchio del limbicco) trovino da una banda unpertugio, per uscir fuori, e poi scaricarli nelrecipiente deste pianure. Ma questo è un dis-porre le cose a suo modo , e non un esporle inquella maniera, ché stanno. e non
con-