Dr aiogo Quinto. iyj
Ss suolo, innaffia i monti, e le valli, ravvivasi l’erbe, e le piante, abbellisce, e feconda tut-îch ta la terra. Ed ecco nel tempo stesso avverato ,lmt che alcune cose, le quali paiono a prima giuntapiù disparate, e più discordi fra loro, serbanouna verace amistà, sicché sembrano nate fatte
à l’una peri’al tra.’ _ ..
fc Allorché Iddio, in vece di rinchiudere isSii mare dentro le viscere della terra, volle collo-carlo a campo aperto, con permettere al Sole ,ipfe ed a' venti di sollevare dalla di lui superficie un
;r altro mar di vapori dolci, e benefici, formò
ad un' ora sulla superficie della terra delle smi-si:! furate nascenze, o gibbosità, le quali par, cheLa deturpino il nostro globo, senza portarci alcunutile: ma riflettendovi seriamente vedesi, eh’elle tendono ad accozzar da per tutto nel senocond, della terra ferma , e dell’Isole, una perenne■:,( quantità d’acqua , bisognevole a mantenere le:pjs correnti de'fiumi (che sono quasi altrettantix# legami dell’ umana società) e necessaria a refri-ilu gerare non meno i gf sci, che gli uccelli, cotigli animali terrestri, e le piante. Chi'mai cre-ale derebbe, che frali mare, che ci serve di limiteai- a ponente, e le orrende rupi delle Cevene, del-M laVosge, e dell 1 Alpi,che terminano la Fran-ai: eia dalla parte di Levante , poteste passare ve»
uiib runa lega? E pure queste montagne, e questogp mare concorrono entrambo a non‘ lasciarcisà mancare giammai uno degli elementi più ne-ìJsjÌ celîarj alla nostra vita (Le colline, ed i poggi,jjiiì che terminano la nostra vista, ci apprestano una( à chiara fontana, e un fiumicello utilissimo .Ma^ l’alpi, che partono dalla Francia l’Italia , fan-jifui no scorrere il Reno, il Rodano, e’1 Po. E
p quâst»