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Dialogo S ettó.
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fi de’piìi lacrimevoli, che intravvengano a chiviaggia per mare >
Di quattro vascelli Che in tanta distanza ve-dontì in questo mare, due son venuti alle pre-se . L’uno è pieno di corsari moreschi, che handato l’aflàlto aH’aìtranave cristiana.- ma losparo descannoni offusca col fummo gli Uni,e gli altri,- onde il pittore ha piantato conpiù che savio accorgimento questo inumanospettacolo in lontananza, Questi altri due , ilcui aspetto è piuttosto compaslìonevole, chevituperoso, son posti in una veduta totalmen-te diversa, L’uno, che raffigurasi al pasti-O L gliooe,
figura dì un piccai navilio Ollandese .
V. Qua.dro , oveson di-pinti di-versi ac-cidentipiù la-crimé-voli, ckss’ incon-tranoper lomare.
Questo primo tìaviîio chiamasi da* marinari Ól-ìandesi Semate o Semacle. Glî altri cofani, opali-fcalmi, un de’ quali è nomato dagli oltramontaniHeu, uno Belande, ec. fon tutti quanti consimili,e servono pef condurre al bordo de’ bastimentigrossi le mercanzie, e spezialmente per traghettareeolia marea nell’imboccature de’ fiumi, dove i va-scelli corron risico di dar in secco per la bassezzadell’acqua.
A. Questo navilio è inalberato a foggia di for-ca, O di mezza luna.
B. E’ guemito di uri timone assai largo, affin-chè possa tirare e sentire mole’acqua.
C. Ha parimente tanto da poggia , quanto daiorza, cioè a destra, e a sinistra una massa di ta-vole di figura ovata, che s’assomigliano appressoa poco al suolo d’’una scarpa. Questo suolo ca-lato in acqua, spazialmente ne i fiumi, fa sì, cheil navilio resista «Ile scosse de i venti, e presen-tando la sua largai paletta ali’acqua sur una li-nea parallela affranco del navilio, Io métte inistato di tener dritto il cammino, e di traviaremanco che sia possibile dal suo sentiero.