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Tomo quinto.
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Dialogo S ettó.

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fi depiìi lacrimevoli, che intravvengano a chiviaggia per mare >

Di quattro vascelli Che in tanta distanza ve-dontì in questo mare, due son venuti alle pre-se . Luno è pieno di corsari moreschi, che handato laflàlto aHaìtranave cristiana.- ma losparo descannoni offusca col fummo gli Uni,e gli altri,- onde il pittore ha piantato conpiù che savio accorgimento questo inumanospettacolo in lontananza, Questi altri due , ilcui aspetto è piuttosto compaslìonevole, chevituperoso, son posti in una veduta totalmen-te diversa, Luno, che raffigurasi al pasti-O L gliooe,

figura un piccai navilio Ollandese .

V. Qua.dro , oveson di-pinti di-versi ac-cidentipiù la-crimé-voli, ckss incon-tranoper lomare.

Questo primo tìaviîio chiamasi da* marinari Ól-ìandesi Semate o Semacle. Glî altri cofani, opali-fcalmi, un de quali è nomato dagli oltramontaniHeu, uno Belande, ec. fon tutti quanti consimili,e servono pef condurre al bordo de bastimentigrossi le mercanzie, e spezialmente per traghettareeolia marea nellimboccature de fiumi, dove i va-scelli corron risico di dar in secco per la bassezzadellacqua.

A. Questo navilio è inalberato a foggia di for-ca, O di mezza luna.

B. E guemito di uri timone assai largo, affin-chè possa tirare e sentire moleacqua.

C. Ha parimente tanto da poggia , quanto daiorza, cioè a destra, e a sinistra una massa di ta-vole di figura ovata, che sassomigliano appressoa poco al suolo duna scarpa. Questo suolo ca-lato in acqua, spazialmente ne i fiumi, fa, cheil navilio resista «Ile scosse de i venti, e presen-tando la sua largai paletta aliacqua sur una li-nea parallela affranco del navilio, Io métte inistato di tener dritto il cammino, e di traviaremanco che sia possibile dal suo sentiero.