Band 
Tomo sesto.
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I ventipolari.

2.6 L’ A R X A .

I venti più regolari, che a noi sian noti, f o nq\'“lli, che soglion soffiare di tutti i tempi traun tropico, e salerò da Levante a Ponente, equelli pure detti etesj,o annuali, che vengonda tramontana alla volta deli 5 equatore , quan-do per noi è la state, e dal polo australe allavolta dello stesso equatore, quando per noi èF inverno. Ciò, che addiviene generalmenteogni giorno sull’apparire dell’alba, può aiu-tarci a render coro di questi venti regolari .Quanto alla direzione del vento, che suol sof-fiare sul far dell’aurora, non v S ha alcuna re-gola determinata. A misura, cheil Sol s’ap-prossima ali' Orizzonte, levasi un vento perordinario assai vivo , il qual suol durare al-quanto tempo dopo la levata del Sole. Egli di-riva probabilmente dall’ aria, che si dilata perlo calore del Sol vegnente , e che respigne dimano in mano tutta quel!' aria, che l’è davan-ti . Di così fatta rarefazione, ed espulsione ri-sulta a fine forza un levante, che dee cessareper noi, allorché il nostro ambiente trovasi ca-lefatco.

Per questa stessa ragione il detto vento deein ogni tempo anticipare la levata del Sole ne’paesi della zona torrida, e soffiar quivi con piùveemenza di quel, che faccia ne’nostri climi,dove la forza del Sole è più moderata. Così inque’paesi giostra tuttora il levante, né quasimai si leva il ponente, non essendo cosa natu-rale , che il Sol dilati in un paese queil’aria, eh’ei lascia dietro di $è, massime dopo averla ra-refatta per tutto ’l decorso del giorno. L’aria,eh’ ei rarefa, è sempre quella, che egli ha dinan-zi, e che trovasi costipata per la frescura di tut-ta quanta la notte. Ma

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