D i a t ó g o Puao,
lupi toti altrettanta energia la pressione dell’ariaofct esteriore, con quanta l’aria esteriore preme latp molla dell’aria interiore, che noijrespiriamo .al Queste due forze li distraggono scambievoleaip, mente fra loro i o per dir meglio, lavorano«,j tutt’ e due j senza che noi le sentiamo, percioc*mp che l’una equipondera ali’altra. Levandoli 1 ’tini, aria dal corpo d’un animale, questo animaletfusf non può altramente rdisterc al peso dell’ariaut, b esteriore, e in conseguenza s’ accofaccia, elià muore . Togliendogli dal!' altro lato il spioohi ambiente esteriore, come li fa colla macchinaijjiil comunemente detta del Lolle , 1 ’ aria inte-sali riore si dilata suor di misura, e sì l’animaleni si gonfia di modo tale, che crepa,
, t fa Or se la molla di quella piccola porzione d'a-) ia ria, che fi contiene ne'nostri corpi, è capa-li,,, ce di sostenere, e di equilibrare un peso di2jooo. e più libbre, è forza dire che Tener-la, già di quest’aria equi vaglia al predetto peso :,pj e se la forza di pochi piedi d’ aria vale a re-à filiere al peso di 21000, e più libbre, il no-V |à stro intelletto si trova, per cosi dire , oppres-si, so ancor egli al riflessosi’ una struttura sì por-tili, tentosa, che accozza nell’ària, cui respiria*(t | } mo, due potenze sì disparate. Quella mede-lf f lima aria, che colla sua pressione esteriore ten-0 j de incessantemente a schiacciare il nostro cor-pi po , fa interiormente un simile sforzo , per,j 1( j difeiorre, e spezzare questo composto. Uso*K| Io equilibrio, cioè adire la sola equalità difî i,j queste forze terribili, e micidiali, ci tiene( ^|, in vita e la medesima mano , che le hapi create, per mettere in moto tutta la natu-^ ra, si prende l’assunto di contrappesarle , e dieoi C 3 nio-