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modificare incessantemente la vigoria dell’unacol!’ attività deli’aitra.
I professori dell’ arti meccaniche sono ar-rivati ad operare con quelle forze delle cosemaravigliose , dando aìl’una maggiore ener-gia, che ella naturalmente non ha, per dimi-nuire la possa naturale dell’ altra . Han trovatala maniera di sfrattar l’aria, e di liberarli dal-la forza della sua tensione, per dar campo allapressione d’operar da sé sola , senza ritegnoveruno. Vedeli di quello fatto un esempio,nel sollevarsi, che fanno le acque per mezzodelle nostre trombe, allorché lo stantuffo fa-glie in alto, e tira a sèi’aria quivi entro rac-chiusa . Han trovata eziandio la maniera disbattere la forza della sua pressione, con au-mentare per mezzo d’un fuoco pisi attivo diquel che trovasi ne’nostri corpi, la sua tensio-ne. Tal è la forza della tensione dell’aria, chesi trova racchiusa dentro la polvere da archibu-so, e che, per essere avvalorata dal fuoco, on-de il zolfo, eh’è l’ingrediente principale diquesta polvere, è pieno, scaglia le punte du-re e inflessibili del salnitro verso la bocca delCannone con una violenza incredibile.
Ma per quanto industriosa sia la maniera,onde l’uomo è arrivato a regolare le forze mo-venti dell’aria, contuttocciò non perdiam dimira le sue qualità naturali. La struttura dell’aria produce per sé medesima degli altri effetti,che fono ancor pisi mirabili de’ precedenti.
Ella ci porta per ogni dove, e da lungi degliavvisi non men fedeli, che pronti , di tuttociò, che può premerci, tanto in bene, quan-to in male.
x. L’aria
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