Band 
Tomo sesto.
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farebbe per avventura possìbile Io spiegarein che maniera potessero rituonare , median-te la molla o forza elastica delle loro spire.Potrebbe dirli , che questi corpi s’ appi «na-no , s’ allungano, s’ accorciano , percuotonParia, e vengon di mano in mano ripercoiììdalla medesima , e che colla forza delle suemolle li fpigne indietro , persistendo tutta-via in questo scambievole combattimento ,sintantoché la loro forza s’indebolisca, e ces-si , trasferendosi successivamente negli altricorpi più remoti. Ma non ci curiamo di sofisti-care intorno alla maniera, con cui possan far-si que’ trilli, che mandan suora i corpi sonori,né que’ tremolamenti dell’ aria, che formanoi trilli. Ci basti di sapere, che il suono, la cuimaterialità è forse impercettibile, è una doteparticolare desi' aria : e che Iddio f ha fornitadi questa dote, per ragguagliarci di quanto oc-corre , allorché non ce ne possiamo chiarirecogli occhi propri.

Figuriamoci, che il mio pensiero trovisi dipresente occupato a considerare le infiniteprecauzioni , che Iddio fa spiccare ne 11' u-nione degli elementi , da lui creati per mioservigio . La mia volontà ne forma diversigiudizi. Trovo, eh’egli in*ha fatto distinta-mente conoscere la lor bellezza, e il lor utile,affinchè , prevalendomene ne’ miei bisogni,gli tributi la mia gratitudine. Ma rifletto dall’altro lato, eh’egli non vuole, eh’io ne com-prenda l’essenza, affinchè lusingato dal piace-re d’una tal cognizione , non mi insuperbisca,non mi distragga, o non manchi a’ miei doveri.Tutti questi pensieri mi s’ aggirano adesso

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