“(tic
«Ossi,
itili,;
Nî
traiti,
ilifiit
odili
lì, Itilift®
clllt
«kilt
Mjt
adì,:i eliaqiîilioste,lièto■milptietlmari-aia»ovéloft)cimi
icr
Dialogo Primo. 45'
per l’intervallo d’una gross’ora, tuttoché i*
Sole sia tramontato. Lo flesso crepuscolo dive-de pur la mattina un’ora avanti, che ’l Sol filevi. Or donde mai può avvenire questo feno-meno ? La forma, onde Iddio ha plasmato ilcorpo dell’aria, è cagione di questo aumentodi luce tanto giovevole ali’uman genere. Hacircondata la superficie del nostro globo terre-stre d’una mafia d’aria, la cui grossezza a noinon è nota, ma che ascende sicuramente a pa-recchie leghe. Ha posta poi una tal porporzio-ne tra quest’ aria, e la luce, che in essa s’insi-nua, che quando la investe direttamente, eda piombo, la penetra da banda a banda, maquando vi s’insinua per isbieco, o a sbando,in vece ditrapassarla da banda a banda, si spie-ga, e discende alquanto più abbasso, intanto-chè la maggior parte de’raggi, che feriscono Ilpassag.l’atmosfera ralente la terra, vengono a cadere S*° dellaperquel piegamento su la medesima terra. Co- smosse,sì la terra viene ad acquistare questi crepuscoli ra Ma *luminosi, i quali non goderebbe , se l’aria raviglienon riflettesse, e non diebinasse i raggi solari delle re-alla volta sua. Così allorché il Sole s’accosta frazioni,al cerchio del nostro orizzonte ; buona partede’ raggi suoi, che rasentano il nostro emispe-rin , e che non sono diretti verso di noi, im-battendosi nel nostro ambiente si piegano ; e 1
pervengono agli occhi nostri, sicché vegghia-mo la luce un’ora prima, che il Sol si levi, epartecipiamo per un’altra ora del di lui lumedopo il suo tramontare , ancorché non veggi a-mo alcun de’ suoi raggi. L’aria finalmente do-po che il Sole è disceso 18 . gradi sotto il nostroOrizzonte, cessa di refrangere i di lui rag-gi