Band 
Tomo sesto.
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ta Bo-£eals.

CO V. ?Ist. diOreg. deTours ,redima,rte oca.lato del-ia luceborealene! VI.liccio.Morì nelJ59J.

4L V A R î a .

gi verso di noi: ed ecco allora la notte, checolle fitte sue tenebre ci consiglia a riposare ,Che se la Luna , e le ile il e tengono accese tut-tavia le lor faci, per non lasciarci del tutto albuio, la loro luce è sì languida , che non arri-va a disturbare la nostra quiete. Del resto larefrazione de’raggi solari neirelementodell’ a-ria è una legge dalla Divina sapienza benigna-mente ordinata a benefizio di tutti i popolidella terra, per cui vengono a ^guadagnare al-meno due ore di giorno : ma lazialmente a pròde’ popoli settentrionali, i quali, senza il soc-corso de’crepuscoli, fi troverebbono permeitimesi continui fra le tenebre d’una scurisiìmanotte miseramente sepolti.

Ma questa luce ausiliaria, che l’atmosferarifonde in tempo di notte negli abitanti dellezone frigide, s’imbatte alcune volte in un’ariadensa, o in un gruppo di nuvole , o in una mas-sa di neve, chela reflettono dalf una parte, edall’ altra , secondo le diverse situazioni de’lorprospetti . Quindi probabilmente dirivanoque’raggi luminosi, che chiamanti il fuocoboreale, e che vengono riguardati dal volgòcon gran timore , quasi segni annunziatori didisgrazie, e di guai, tuttoché sieno un feno-meno naturale, e capace di comparire in ognitempo («). Questa medesima luce si stende u-gualmente verso i due poli : ma si riflette perlo più verso di noi dalla banda di tramontana,e non da quella di mezzogiorno, perocché ilpolo australe è più lontano da’ nostri climi, e inconseguenza il lume sestetto svanisce primad’arrivarvi : essendoché le reflesiìoni, o re-sinazioni della luce non oltrepassano mai que’

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