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dal medesimo fuoco ) s accomoda in un issantealle voglie dell’operiero. Si gonfia, s’allun-ga, s’ incurva, e prende la forma, or d’unfiasco, ord’unagiarra, ord’un bicchiere,edor d’un cannello, lungo parecchi piedi. Que-sto medesimo vetrosi gira, si rifonda* e s’ap-piana come una cialda . Si taglia colle cesoiecolta medesima facilità, con cui si taglierebbeuna tela; e se ne fanno de’milioni di vasi net-ti , ed incorruttibili, dove si conserva ognisorta di liquori, e d’altre materie meglio, chene’ metali preziosi.
In vece di chiudere le finestre de’nostri ap-partamenti con impannate di talco, rese trop-po smilze , per renderle trasparenti , comefacevasi anticamente: in cambio di adoperarea tale oggetto la tela, che toglie il lume alle'stanze, nè lascia vedere gli oggecti esteriori :in luogo di ricorrere alle graticole di fil diferro , che ci esporrebbono a tutte le intempe-L’rinve- rie dell’aria, al freddo, ali’umido, al ven-eriate . to: ci valghiamo con molto più comodo delleinvetriate, cioè di varie lastre di vetro, con-gegnate dentro i telai delle finestre , la cui te-stura è si fitta, che ci ripara dall’ inclemenzadell’aria, e la materia sì trasparente, che cilascia pienamente goder la vista di tutto l'in-terior della stanza, e degli oggetti, che sonoal di fuori.
Si è trovata pur sarte di dipignere esterior-mente sul vetro, e di cc lorirne eziandio l 1 in-teriore , inserendo nella sua medesima compo-sizioneil verde, ii rosso, il giallo, il paonaz-zo, il turchino, equalsivogliacolore. Allor-ché si dipigne esteriormente, si ricuoce la sua
mede-