Diàlogo Terzo.
, che si faceva per le strade, c per le piaz-ze d’Âtene, potea servir di lezione* ora i sto-rica , ed or morale. Ognuno potea informarsidegli avvenimenti, seguiti ne'secoli trapassa»ti.- e questi onpri distinti, onde veni van pre-miate le persone eccellenti in ogni genere discienza o arte* erano tanti stimoli, che inci-tavan lo spettatore * ad esercitare le proprieforze, ed il proprio talento * per conseguire:Col tempo un sì onorifico guiderdone -Oggidì non si parla, che di buongusto. Mamolto piti spiccherebbe, a mio credere, que-sto buon gusto, se in véce di riempier le piazzepubbliche * i giardini, le gallerie, e gli araz-zi d’una farragine di figure favolose, e di poe-tiche metamòrfosi * si fornislerodi statue^ òdipitture storiali, e erudite, dove il nostro intel-letto , e la nostra memoria potcsser trovare unpascolo proporzionato al carattere dell' esserloro. Vorrei, che si potesse dire a ogni passo :ecco lâ Carlo il saggio col suo Contestabile Ber*trando di Ghedìno ecco Luigi XII. padreamore vole del suo popolo col Cardinal di Am-boise,- suo rinomato ministro.
Che gran profitto, e piacere si troverebbe arimirare in Un vasto portico , qua una fila diritratti, «presentanti i nostri più valorosi ca-pitani î là una serie di statue coli’ impronta de'nostri più celebri letterati ; coîaggiù una se*guerazad'artisti, e di mercatanti nei loro ge-nere singolari; ed inbreve^tutticoloro, cheo col zelo o coll’industria fi fon segnalatine!servigio del! a lor patria ! Ma non vorrei, chene venissero escluse le immagini degl’ illustristranieri ° La virtù e la sapienza si rendonoK a ama-