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amabili da per tutto. Se Erasino, se Cossero» {se Fausto han cooperato con tanta industria al \ben pubblico, non debbon esser men cari a noi ttdi quel che lo sieno a’lor medesimi compa- |jtrioni. Meritan delle statue a Parigi., cornea SìRoterdam, adArlem, e a Magonza: nè v’è jlnazione sì sconsigliata , che in vece della statua yadi Marsia, e «Fissione, non amasse meglio di jjvedere scolpita nelle sue pubbliche logge Pira- ttmagine di Cristiano Ugenio in compagnia diM. Paschal , quella del Neuton con Malie- $branche a suoi fianchi, quella di Luigi Elzevi- à
rio accanto a Roberto Stefano , e quella final- gmente del Milord Arondel , con M- Colbert ,,ìdappresso. in
In questa guisa ci fi renderebbe, per dir co- „>si, familiare ogn’Isloria ; ed i nostri passeg- M jgi sarebbono tante lezioni istruttive , per | Bcui diventereffìmo tutti eruditi , prima d’aver imparato a leggere sabbici. Ma oh de-plorabile cecità ! I geni depravati del secolnostro
(a) se- (a) Hanno del Mondo ogni virtù sbandita ;
trarc. Ond’e dal corso suo quasi smarrita
Son. 7. Nostra natura, vinta dal costume.
Siam divenuti oggimai sì poco amanti del ve-ro, che in tutte le nostre sculture, e pitturenon si cere’ altro, che il favoloso. - e se mai sidomanda l’Isterico , si proccura, che questoistorico sia sempre alterato dal favoloso. Nonsi osserva altrimenti il decoro , non il costume,non il carattere delle persone, del tempo, e delluogo. I Monarchi, egl’illustriCapitanideLla Francia non si recano ad onta di comparirealla corte, e alla guerra vestiti alla Francese »