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Diaiogo Terzo. 14^Main pittura non è lo stesso. Sarebbe un di-fetto il non abbigliarli alla Greca. Un padre difamiglia, o uri uomo di lettere si fandipignè-re. Qua non ci voglion caricature. Se gli ptìòlasciare il suo vestito ordinario, servendo que-sti a caratterizzare la persona, che il porta, edil secolo, in cui viste. Ma il pittore sempre in-vasato nella stia antichità vuol metter tutto ali'antica. Dà al gentiluomo la corazza di Mar-te, e la parucca innanellata deposte».
Spo&dìum âdmijfi risum tenedtìs amici ?
Dà poi al Cittadino un mantello allasgherra,che non arriva a coprirgli le braccia, come sefosse un generale Romano e per dipingereun letteratonèl suo studiolo , gli viene in testadi mettergli addosso una veste da camera , e u-ha berretta si stravagante, che chi la mira ècostretto a domandare, s’egli ha preteso di ri-trarre un Moscovita, o un Tunchinese.
ài II fine del Di giógo Terzo»