Dialogo Quarto.' 171
-dìodi legge, o per dir meglio di lega, il secon-do di pelo . Per darvi un' idea aggiustata delleprecauzioni, che si prendono in quello propo-îìco, mi servirò di due esempj. Ilmonetjere èobbligato a dar de’ luigi d’oro, il cui marco ar-rivi a ventidue carati. La legge l’abilita, cioègli fa quella agevolezza di lasciargli coniar de’luigi, il cui marco non oltrepassi venivo cara-to e tre quarti. Quel quarto, che gli si dona èi’aggio del marco. La lira, lo scudo, e!’altremonete d’ argento , dovrebbono arrivare almarco d’undici danari, e ciò non oliante sontollerate, purché arrivino al marco di dieci da-nari, e.ventidue grani e mezzo: Quei duegrani, che gli si donano, o che vi sono di lega,diconfi indiamente aggio del marco. Quandopoi egli rende per una mezza libbra d’oro, cheil Principe gli ha consegnata, una mezza lib-bra manco dieci grani, si tollera, come sea-vesse restituito finterò , quantunque ve nemanchino alquanti grani, il cui valore può a-scendere in tutto a cinque soldi : e questa tol-leranza chiamasi faggio del peso. Or siccomev’è faggio della lega o del marco, e faggio me-dio del peso, così ancora v’è la bassezza dellalega, e la scarsezza del peso. Questa bassézzanon è altro, che una diminuzione del marco,o del peso già stabilito dalle leggi, ed è sempreuna contravvenzione criminosa. Quando foroo f argento sono notabilmente inferiori al mar-co prescritto dalla legge, chiamanti ora basso,e argento basso. Sei’oro non arriva a’dicias-sette carati, si chiamarArne partecipante dellanatura dell'oro, s’ei tende al rosso; e ramepartecipante desia natura dell’argento , s’ ei
tetv>
L’aggiosopra’lpeso del-l’argen-to.
L’ orobasso, el’argen-to basso»