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172 Le Miniere.
La lega. tende al bianco. Quandi) Toro non ascende almarco di dodici carati, e Largente al marcodi sei danari, questi metalli portano il nomedi lega: nome che si dà commutiemente allemonete di rame, dove sia frammischiato qual- 1che poco d’argento, ed a quelle altresì di buon f {marco, edi buona lega, dove il loro spaccio jj,sia proibito, per sostituire in lor vece Un tiuo- pivo conio. Eccovi detto in poche parole il più cinecessario a sapersi intorno all’origine, ed al [araffinamento dell* oro. Supponghiamolo ades- f Sso uscito dalle mani de’fonditori, e vediamo i j,diversi usi , ebe se ne sanno . ^
L'oro non vien mica preferito a tutti gli al- ^
tri metalli per un capriccio, 0 per una spezie N
di prevenzione. La stima, che nói ne faccia- ] 0 |
mo, è fondata su le sue reali prerogative. Egli t il
è il più grave, e il più denso di tutti i metalli. j c
Si raffina meglio degli altri. E fornito di unco- {
loie incomparabilmente più bello, e più ap- ^
prostìmanteli alla vivezza del fuoco. E'piùar- tl
rendevole, è s’adatta più agevolmente a rice- tî
vere qualunque forma che se gli vuol dare.Non |
imbratta, come fan gli altri, le mani della- ] a
vorante. S’ei lascia una minima porzioncella |
della sua sustanza, od una semplice orma del >,
suo passaggio in qualche luogo, vi spande subi- j,
to il suo splendore. In somma nobilita, ed ab- J;
bellisce tutto ciò, eh’egli tocca. Oltre a tutte 0 |
queste prerogative ha due proprietadi degnisi!- fj
me e singolarissime, cioè quella di non arrug- l
ginirsi,e quella di non iscemare di peso,quan- n
do egli pasta pei fuoco, u
Per la q ual cosa non è maraviglia, se tutte le ]nazioni del mondo si sono accordate a prescer- 1
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