i j 6 Le Miniere.
Trior. Ah ah! Voi cominciate a pigliar ilpanno pel suo buon verso.Fate conto delle Cit-tà,per esser quelle i’Emporio di tutte l’arti.Chesì, che al presente avreste più piacere a diver-tirvi nelle botteghe di diversi artefici, che allafiera di S.Germano.
Cav. Sopra tutto però avrei caro di sapere,come faccia un indoratore a dar a un vaso d’ar-gento , o di rame la sembianza d’un vaso d’oro ,■e come ad applicare sull’ architrave d’un Tem-pio delle palme, e de’festoni, aventi tutto losplendore dell’oro, senza esser d’oro.
Trior, Le operazioni degl’indoratori son tut-te quante cuypse . Ma le particolarità sonotante, e le preparazioni sì varie, e si dilicate,che non si posson comprendere, senza vederle.M’ingegnerò dì darvene un semplice barlumein generale , forse più atto a solleticare la vo-stra curiosità, che a soddisfarla.
GÌ’ indoratori applican foro, or su’metalli,ed ora sopr’altrematerie, affatto affatto diver-se da’ corpi metallici. Alcune volte adopranL’ oro deli'oro macinato , od in polvere , ed altret^'din volte dell’oro battuto, od in soglie. («) Va-polvere! ibrido indorare qualche metallo,' esempigra-L’orò zia un vaso d’argento, odi rame, prendonobattuto, una piccola quantità d’oro di sciolto, e calcina-odinfo- to coll’acqua forte , e poi lo mettono a bollirer ! w a dentro il crogiuolo con una dose d’argento vi-Eticoia " vo > otto volte maggiore di quella dell’oro. Co-e Feli-’ si queste materie s’amalgamano, o si mollifi-bien., cano a guisa d’una tenera pasta , la quale poi sidistende sottilmente sul vasodeH’argentoodelrame, non senza averlo anticipatamente ac-conciato , per metterlo in punto. Ciòsatto,si
met-