Dialogo Quarto: 20L
sero un tal segteto, non avrebbon bisogno diricorrere alla borsa de’ricchi; onde il dar fedea simil sorta di gente, oèuna mera follìa, oalmeno almeno un’ imprudenza, ed una sem-plicità senza pari. . .
Si può bene, colla mistura di più minerali, od’altro simile, arrivar a formare un metallodi nuovo aspetto, come il bismut, il bronzo,il tom baco, il metallo di Principe ec. in quellaguisa che unendo de’ frutti sani, e di buona pa-sta coll’acqua, o mescolando insieme diversivini, si può formare un liquore, che abbia unaspezie di novità. Ma siccome non si farà maidella siccera, nè del vino, senza l’aiuto de*pomi, o dell’uve, così non si produrrà maiartisiziaimente il metallo dell’oro, se non siconosce la natura degli elementi, che lo com-pongono : e dove pure si conoscesse (il che èmolto diffìcile) l’accozzare questi elementi,è un’opera , die trascende la nostra possa.
Non senza giusto motivo colui, che ha crea-ti questi metalli , e co’ metalli tutti gli og-getti , che ci circondano , si è compiaciutodi farcene sentire l’utilità, ma s’è sdegnatodi darci un chiaro lume della loro natura.Se , oltre alla grazia di potercene prevale-re, ci avesse accordata ancor quella di poter-li intimamente conoscere , avrebbe eccitatadentro di noi una perpetua distrazione . Incambio di servirci dell’ oro, avreffimo pen-sato a formarlo. Ciò, che Iddio ci ha resoprezioso, col dispensarcelo con parsimonia, sisarebbe renduto inutile, col multiplicarlo so-verchiamente . Ed ecco pervertito tutto ilbeli’ordine, eh’egli avea posto nella natu-