Band 
Tomo sesto.
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209
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Della Natura. 209che son totalmente superflue. Da quando inqua si cava suora un orologio, per provare chev’è un orologiaio ? Chiunque vede una bellamacchina , reità subito persuaso, che qual-che autore industrioso l’ha fatta. Queste dueidee sono talmente inseparabili, che non deefarsi veruno sforzo per unirle; e se talundu-bitaste, che l’orologio non avesse un autore,che l’avesse fatto, certa cosa è , che non visarebbe chi volesse perdere il tempo, per di-simpritnergli dalla mente unatal’idea. I gros-si volumi, che son venuti alla luce, affin diprovare l’esistenza di Dio, della quale cias-cuno è già persuaso come della sua propria ;le cattedre, e le letture di Teologia, che so-no state fondate in certi paesi, per sostenereuna sì fatta verità, ch’è un assioma innega-bile, sono in certo modo ingiuriose non menoagli auditori, che a’lettori medesimi. Questidiscorsi son, se non altro, gettati al vento,mentre suppongono tanti ateisti quei, che nonsono , o vengono indrizzati a persone, chenon meritano che lor si parli.

Se la fabbrica di questo mondo è un ritrat-to delle Perfezioni di Dio , Tufo di tal Pittu-ra non è, il provarne eh’ella ha Dio per Au-tore, ma bensì mostrarci la sua unità, la suaonnipotenza, la sua infinita sapienza, la suadispotica libertà, la sua ineffabile amorevo-lezza, e la sua inesausta providenza. Questospettacolo è una scuola, che molto alletta,mentre c’instruisce per mezzo degli occhi,e ci fa vedere la verità prima di studiarla,presentandocela in un’ aria la più grazio-sa, e la più atta a cattivarsi il nostro affettoTom. VI. O di