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Della Natura. 227
quasso. Ma nonostante Ja loro multiplicitàeforza stragrande, proseguono regolarmente illor corso senza cagionare, nèquì, nè altrovealterazione veruna. Sono si ben compassatetutte le loro distanze, e tutti i lor moti, ed èsi bene commensurato il peso e la velocità diciascheduna, che niuno intoppo, e niuna for-za straniera può traviarle dal lor regolare cam-mino.
Il peso dell' aria ambiente , che del continuocìsospigne, e ci preme, par che stia sempre inprocinto di stramazzarci perterra : ma le mol-le deli’aria interna, che ti respira, suppon-gono con ugual forza alla pressione dell’ariaesterna ; e questa lotta perpetua ci tiene in vi-ta, senza che noi cene accorgiamo.
Il mare nell’ orgoglioso suo flusso par che vo-glia ogni giorno soverchiare le rive, ed allaga-re il terreno: ma i minacciosi suoi flutti ven-gon tantosto sedati dal suo alternato reflusso :e noi godiamo senza alcun rischio i confidiambenefizj delle maree.
Il caldo della state hai suoi limiti; ed il ri-gore del verno non è illimitato. L’azione d’unmuscolo vien temperata dalla potenza d’un al-tro muscolo, non men nel corpo d’unpiccoltarlo, che in quel d’un grosso elefante. In som-ma tutta la natura è composta di leve, e di re-sistenze, di pesi, e di contrappesi, o per dirmeglio di forze opposte, e sempre intente a di-struggerli fra di loro: ma regolate da una sa-pienza infinita, la quale, guidandole effica-cemente e dolcemente tutte ad un fine, formadi este un armonioso composto.
Ma se nell’opere della natura si manifesta ap-P 2 pari-