Band 
Tomo sesto.
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Oblia Natura. 249

le, cjuà un bagno tiepido ; quivi delle gemme ;altrove delle pietre , ode’marmi, o forse an-cor de’metalli. Il che essendo cosi, chi potràmai persuaderli, che una si bella disposizionediparti, e tante concatenazioni operose si su-periori alla nostra comune capacità, possanoeffettuarsi per una congerie di croste mastìcce,che abbian fasciato, e appannato il luminosogloboide] nostro Sole terrestre ? Eh che questaterra idealmente formata dalla bizzarria de’ fi-losofi non sarà buona da niente. Chiunque hafior di senno, ben vede, che un apparato d’or-gani sì mirabile, ed una serie di piante e d’a-nimali si prodigiosa, che sulla terra campeg-gia, non è una crosta, non un difetto, nonun accidente della naturama bensì un estor-to della mano creatrice di Dio, ed una disposi-zione piena di disegni, e di riguardi del suo su-premo volere. Ed ecco, che lo spettacolo del-la natura è in tutto in tutto conforme alla rela-zione del gran Profeta Mosè.

Veramente, dirà taluno, bisognerebb’ es-sere molto miscredenti a non accordare , chenella macchina di questo globo terrestre si troviuna simmetria, una proporzione, eduncom-binamento d’effetti, che non può maidiriva-re dal semplice moto della materia. L’intellet-to si trova incomparabilmente più pago a di vi-sarsi, che la luce, il mare, eia verdura dellaterra sieno stati creati, e disposti dal volere d’unDio onnipotente. Ma resta molto perplesso, inleggendo sul principio del Genesi come lai licefu creata prima del Sole , e cornei’acque furondivise in due parti, P una delle quali restò fu laterra , e f altra fui firmamento senza additarciin che sito. Vo-