Band 
Tomo sesto.
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LZL L* USO DElLO SpETTÀCÓtO

sì tosto ha ricevuto l’impulso , che ferisce i no. eiastri occhi. In fette minuti primi (secondoil ih»calculodel dottissimo Neuton) ella arriva dal. rimle stelle sino alla terra. Questa differenza d’a- îroigilità, che pasta tra ’1 corpo delia luce , e quel- lalilo del suono, si rende sommamente sensibile fuornell’ atto dello sparare un schioppo a campagna tomaperta . Quando il cacciatore scarica una ràleschioppettata, vedesi molto prima la luce del- Hila polvere allumata di quel che si senta lo sire- tepito dello sparo. (Imi

Quindi è, che il corpo di luce esiste indo issipendentemente dal corpo luminoso, nè altro Hotaspetta per darsi a vedere , se non che una spia- La eta, che la invii alla volta nostra,- altramente sucrebisognerebbe dire , che tutti i corpi luminosi, lestacome il Sole, le lampade, e le faville, par- le [toriffero questa luce, e la scagliassero molto che 1da lungi. baffute, che vien lanciata dal corpo h pluminoso , desisteva dentro quel corpo, ofuor le,di quel corpo , Il dire , eh’ella esistesse den- thè ttro quel corpo, è unalsurdo; concioffiacbè, <bjse una scintilla , che rii tue dentro una sala io illunga , e larga cinquanta piedi , partoriste giteo producesse una sostanza luminosa, la qua- fipple fosse capace d* ingombrare tutta la sala , itebisognerebbe', che in questa favilla , eh’ è «Iun pi eco 1 punto, si contenesse realmente uniiun corpo estense cinquanta pie cubici. Or pchi non vede la sproporzione ì Se la lantef- ateina, che s’alluma sulla torre di Messina, rilu- ».ee per un circuito di ventiquattro miglia alla folilarga, voi non potete trovar un punco in tutto lo piquesto recinto, onde i’ occhio non veda questa ilimedesima luce ; sicché il corpo di essa abbrae- « d