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Dilla Natura. rzzda tutto questo spazio di giro. Ma come maiuna lampada di poche dita di larghezza potràriempiere un intervallo di ventiquattro miglia?Provisi a nascondere la lanterna: ecco sparitala luce. Tornisi di 11 a un momento a cavarfuori, ecco eh’ella si vede per tutto il circuitocome prima. Dunque una nuova luce «empie-rà lo stesso intervallo di ventiquattro miglia.Ma quanti intervalli di ventiquattro migliadovrà abbracciare di mano in mano questa so-stanza luminosa nel .decorso di tutta una not-te? e in conseguenza quanti parti trasmisuratisi conterranno nel pi eco 1 seno d’una lanterna?La cosa per vero dire, ha affatto affatto dell*incredibile . Vediamo ora quanto più natura-le sia il dire, che siccome il corpo dell’ aria esi-ste prima del corpo della campana , tutto-ché Paria non risuoni, se la campana nonla percuote, cosi il corpo della luce esi-ste , d’ intorno ai faro di Messina , primache vi si pianti il fanale tuttoché non «splen-da agli occhi de’marinari , che fi ritrova-no in que’ contorni , se non vien risve-gliata e sospinta alla volta loro dal fuoco, ches* appicca sul far della notte al fanale . Cosiadunque il Sole e le stelle fan di sé mostra inuna lontananza impercettibile, senza parto-rire incessantemente un corpo di luce si strava-gante, che va a riempiere tutto quel grandeintervallo, che pasta dal firmamento alla ter-ra. Il corpo della luce, che Iddio ha interpo-sto fra gli astri e noi, affinchè spinto dalla lo-ro presenza alla volta nostra ci faccia goderedel loro aspetto, esisteva prima della creazio-ne degli astri. E Mosé allorché disse, che il
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