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Tomo sesto.
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La divi-sionedell’ ac-que.

254 L* Uso DfeLLo Spettacolo

padre della luce fu Iddio, e nò il Sole, ecjjeil corpo della luce fu formato dalf onnipotentesua mano prima della creazione del Sole, chela facesse rispondere sur un emisfero, e dellaluna, che la riflettesse fisti’ altro, non tanto (iaccomodò al bisogno degl’ Israeliti quantoalla semplice verità .

In ordine poi alla divisione dell’ acque, par-te elevate sulle regioni Celesti, e parte abbis-sate nel cupo sen della terra, la storia di Moséè in tutte concorde colla cotidiana esperienza.Tutte quel!’acque , che trovatisi esposte al se-reno , vanno di mano in mano scialando , escemando successivamente di mole. In termi-ne d’una giornata, calano sotto la sferza delSole un dito pollice e da vantaggio ; e quindi sipuote congetturare quanta stai’ acqua, estesa-la ogni giorno da 11' immensa superficie del ma-re . La loro evaporazione non è mai tantogrande, quanto ne'lunghi giorni di state,' epure allora si rende meno sensibile, che in al-tri tempi. Quest’ acque vanno a riunirsi fisti' al-to dell’atmosfera a quelle , che v’erano peravanti. Ed ecco che sopra di noi v’ ha realmen-te, e perpetuamente dell'acque, avvegnaché'la loro rarefazione, che le sparpaglia, non cele renda visibili : e siccome in esalando dalglobo terrestre, si sublimano verso le più alteregioni dell’aria, dove i volatili del cielo colloro volo non giungon mai, così possono ve-racemente chiamarsi acque celesti , o acquesuperiori.

Leggesi sul principio del Genesi, chela fac-cia della terra slava nascosa sotto l’abisso dell'acque, e che questo abisso tutta quanta la rico-pri va.