Band 
Tomo sesto.
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13 fi u a Natura, 2 Ói

figuriamoci, che la terra, prima de,1 diluvio,descrivesse attorno al Sole il suo secchio an-nuale, p la sua orbita ovale, senza inclinareil suo alle più da una banda , che dall’ altra sulpiano di questa orbita.

Supponghiamo altresì, che questa terra, es-sendo destinata àd alloggiare degli ahi tanti,chedovean vivere lungo tempo, e moltiplicarlieccedivamente,avesse la sua superfìcie più spa-ziosa di quella del mare; e che il mare per daragli uomini maggior agio, fosse in parte sco-perto, ed in parte nascoso, o inabissato sot-terra , di modo che vi fossero in qua e’n là delleraunanze d’acque, ode’mari diversi, i qualivenissero tutti a metter foce d’accordo in uina-bisso profondo (a). Sembra , che la Scritturavoglia additarci questa supposta disposizione,*mentre ella chiama ( 5 ) radunamento dell’acque profondo abisso, e dà alle di lei diversecongregazioni il nome di mari, come se i marifosser più d’uno. Da queste due supposizioni,che non s’oppongono né alla storia , nè alla fi-sica, dirivano naturalmente tutte le circo-stanze, che noi troviamo accolte nella Scrit-tura, nella tradizione degli antichi, e nellapositura presente del mond o.

Imperciocché, quando * Tasse della terraR. 3 non

( a ) Congregationes aquarum , Hajjamìn , idest maria .(b) Theom R abbah, idest abyffus profonda.

* L’a^se d’un globo è una linea che lo traver-sa da un capo assalirò, come un ago che trapas-saste