tì Trattenimento XV. 159
tir, apre quândo è premuta , e che si chiudepoi da se . Ella si colloca in Ž e presenta«5 soggetto in M. , ,
às 5. Scatoletta d’avorio che contiene le so»
M glie di talco.
ttet 6 . Spakzok. Ji. Altra morsetta.
'î|î: Abbenchè questo microscopio, operà diÉ-
,® doardo Scarlet, del quale io mi'servogià dapiù anni , sia molto buono; io nojn, posso ne-kt;> gare* che il grande microscopio di M. George*felli Ottico Parigino, simile a quello, ché egli haili E fabbricato per il Sig. Duhamel delì’Âccad. del-itti! le Scienze, non sia di gran lunga superiore ai.Sj, venuti d’Inghilterra, sì per la bellezza deglih;;~ «effetti , come per la libertà delle situazioniche moltiplicano gli effetti. Quando tratta-ta si d oggetti trasparenti, queste il mierosco-jtj , pio più utile . Per li opachi è a propositoIj^ 1’amminicolo già, descritto del secondo ri-a ^ verbero. Ma per lo studio comodo degli ul-mj. timi si torna sempre con piacere allo speq-.p. chio concavo del Sig. Liberkun.
89. Il telescopio astronomico, e quello che 11 s£r ! e ’tm mettesi doppio al graphometro, è da due ve--tri. Ricevendo i raggi degli oggetti lontani,j». li modifica coinè se fossero paralleli, Vannodunque ad unirsi ne’ loro fochi rispettivi , cju schierati fra loro come i punti dell’oggetto,in qualche parte trai due vetri dell’occhiale.
‘h -La distan za , del foco è tanto più grande ,r l,i ' ; quanto é più grande la sfera di cui fa par-te la linea curva del vetro obbiettivo. L’im-1 ral magine essendo inversa nel foco , è dritta nel!’
® ir ‘;occhio. L’oggett® pare dunque rovesciato .