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Scritti vari di Galileo Galilei / Galileo Galilei ; ordinati da Augusto Conti
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V26

e tanto più ciò mi persuado, quantoclic l'istcsso signor I.iceti, da me sti-mato per filosofo a nissun altro secon-do, per niente manchevole lo lia creduto;e pure tra poco spero di esser perdimostrarlo manchevole. Intanto per oraammessolo per concludente, dico cheegli non fa punto contro di me, il qualenon ho mai detto scritto che allaproduzione del candore si ricerchi lamutazione della distanza tra la terra ela luna, o la mutazione dello splendoredella len a, È stato pensiero del signorIticeli ; il quale, immaginandosi che dital mutazione non possa esser causaaltro che il variarsi la distanza o ilmutarsi lo splendore, si è persuaso cheescludendo queste due cause venga di-strutta la mia opinione. Se io avessidetto clie la terra cagionasse il candorenella luna con l'appressarsele o disco-starsele, o col farsi ella or piu splen-dida e or meno, egli mi avrebbe con-vinto di errore col mostrare che la terra