sul casdor lunare.
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tubili, voglio fui* qui fine, senza peròtacere la veramente ingegnosa analogia,che l’eruditissimo signor Liceti, diròcon leggiadro scherzo poetico, pone trala luna e la pietra lucifera di Bologna ,cioè di'essa luna immergendosi nel*1’ ombra della terra conservi per qual*che tempo la tenue luce imbevuta o dalsole, o dall’etere suo ambiente, la qualluce svanisca dopo qualche ‘ a nel-l’ombra. lo veramente ammetterei que-sto pensiero, se non mi conturbasse ladiversa maniera die tengono nel ricu-perare la luce smarrita la luna e lapietra. Imperocché, nell’allontanarsi dalmezzo del cono dell’ombra, comincialaluna a ricuperare quello smarrito lumemolto prima che ella scappi fuori del-l’ombra e torni a godere di quel mag-gior lume dal quale ella fu ingravida*ta ; effetto che non così accade nella pie-tra, alla quale, per concepir il lume,non basta l’avvicinarsi a quel maggiorlume che ha da illustrarla, ma bisogna