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2 (1807) Rime di Gabriello Chiabrera contenente canzonette amorose e morali, scherzi, sonetti, epitaffj, vendemmie, egloghe e sermoni / [di Gabriello Chiabrera]
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PARTE II.

24S

XXXV.

Scherzò lui, che dicea ,

Come di Pindo il monteS orDava per un fome ,

Che di freddissimacqua indi correa.

Non era quel ruscello onda mortale ,

Certo non era, era dambrosia fiume ,

E nettare divino ;

E nettare ed ambrosia altro non valeIn buon volgar, salvo che Etereo lumeDi lampeggiante vino.

Mal si cantava Enea ,

E di Achille il furore.

S'io qui prendessi errore,

Spilla dunque tre botti , o bella Eubea .

XXXVI.

Chi fu de Contadini il indiscreto,

Che a sbigottir la genteDiede nome dolente

Al vin , che sovra ogni altro il cor fa lieto ?Lagrima dunque appeljerassi un riso,

Parto di nobilissima vendemmia ?

Lo sciocchissimo Autor della bestemmiaNon mai per lui si rassereni in viso.

Ma sempre lagrimando aggia divietogire ovci si pigi;p * a ccia il buon Dionigirer sua sete acerbissimo decreto.