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2 (1807) Rime di Gabriello Chiabrera contenente canzonette amorose e morali, scherzi, sonetti, epitaffj, vendemmie, egloghe e sermoni / [di Gabriello Chiabrera]
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PARTE II. 273

Canta , Logisto, e la mia mente acqueta ,Vento non freme , abbajator mastino ,

Che tu ileggia cantare ecco non vieta.

Logisto

Me lo vieta Menalca , aspro destino ,

Per cui trafitto duramente a tortoIo souo al disperar quasi vicino :

Che mentre mi iìngea maggior conforto,

E di maggior speranza era fornito,

Venne Dameta , e disse : Ahi Tirsi è morto.

Caddemi il cor tosto , eh io 1 ebbi udito :Povera, ed iufelice mia capanna ,

Gran saetta dal ciel ben t ha ferito.

Menalca

A che 1 anima tua tanto s affanna

Per la morte d un uom ? non è dovuto :Che natura a morir tutti condanna.

Io bella gabbia ho di mia man tessutoNel freddo verno a trapassar le sere ,Quando il velloso armento è ben pasciuto ,

Come un forte castel, quadra a vedere,

E sorgono ciascuna in ogni cantoDi liscia canna quattro torri altere:

Quivi un merlo è prigion, che negro il mantoDelle sue piume , e tutto il becco ha giallo,E toglie iu aria ad ogni augello il vanto :

Ei scendeva ad un onda di cristallo ,

Ed io sotto 1* erbetta un laccio tesiAl suo volare, e noi tesi in fallo.a P 1 ? 010 che liufelice io presi ,

Fi Ì, Dse P nar glì falcai lingegno ,

a finora mille modi appresi :

01 * at , to don del tuo valore in segnoo che mostri a bifolchi ed aratori,

& oggi decanti tuoi mi farai degno.

Uvabrera Voi . II. 18