Buch 
2 (1807) Rime di Gabriello Chiabrera contenente canzonette amorose e morali, scherzi, sonetti, epitaffj, vendemmie, egloghe e sermoni / [di Gabriello Chiabrera]
Entstehung
Seite
287
JPEG-Download
 

PARTE II. 287

Qui solitario i miei peasier compongo,

Sicché da lungi il grand Urbano adoro :

Te nel mezzo del cor porlo rinchiuso ,

E del fumo Roman nulla sovviemmi.

IV.

Alla Santità di nostro Signore Urbano Vili.

Se riguardando le ragion dAs'reaCon occhio dArgo, dando bando a Marte ,

^ della plebe dispensando a i votiCerere bionda, non giammai sei stanco,

C grande Urban; ma dalle rive EoeFebo accompagni fino al mar dÀtlauteCon alma sempre a gran cura intenta.

Qual sarà lingua, che il eccelse lodiJion tincoroni? e fra le stelle eterneAstro non formi ad onorar tuo nome ?

Ma qual dallaltra parte orrido spirtoDi barbaro Caton non fia cortese ,

Fer modo , che a Pastor dalme infinite^°n dia fra tanti affanni alcun confortoAlcuna volta ? non distender 1 arcoMai della mente ? A ciascun ora in mareFarsi nocchiero, e contemplare i lumiDel crudo Arturo, 0 d'Orion nemboso,

Ch»ede un corpb di selce, e di diamante:Quinci lodato studio, o Re sceltrato ,cacciar fere , e travagliar le selve,con tromba innocente eccitar armi ,

£ OQ sanguin ose tra Guerrieri amici :

ANTT ®P ir * to lasso in dettar leggiAll Universo liar diletto

Eunge da biasmo, onde gli fia concesso