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2 (1807) Rime di Gabriello Chiabrera contenente canzonette amorose e morali, scherzi, sonetti, epitaffj, vendemmie, egloghe e sermoni / [di Gabriello Chiabrera]
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288 RIME DEL GhIAEKEKA..

Più drittamente , che dall auree Muse ?Sento il popolo sciocco alzar latrati ,

Sento mugghiar la plebe , e farsi incontra ,E saettarmi con viperei scherni;

Ma non lìa ver , che me ne caglia ; fraliSouO gli assalti delle lor menzogne.

Se fu chi poetando empieo le carte,

E cantò Bacco , ed onorò gli scherziDella Dea dAmalunta , e di Citerà ,

Non fu famiglia del verace Apollo ,

mai dappresso ali immortale EuterpeFermò suoi passi, o rimirò la fronteDell alma Urauia, o lo splendor di Clio.

E falso dir , che non so qual ParnasoLe Muse alberghi, e che il gentil drappelloTerge le chiome nel Caslalio fonte ,*

E raddolcisca con nettarea voceOgnor le piagge dellArgivo Eurola.

Se pur vedute fur 1 alme douzelleMai fra quei monti peregrine 1 ormeColà stampare, e vi fur straniere ;

Lor vera Reggia è di Sioune in cima,

E del Tabor fan volentier soggiornoSulle pendici , e del Giordano all ondeSpandono il suono dell eteree lireCon varj modi serenando 1'aure ,

Quinci de cari suoi spirano in pettoFuror soave, onde quaggiuso in terraSoglionsi venerar, come celesti.

Tal , poiché spense a Faraou [ orgoglio,

Per decreto Diviu , londa Eritrea ,

La sorella dAron diede caulandoGrazie al Tonante ; e del morir sul varcoMuse spiegava d Gracile al semeL eterna legge con ainabil carmi: