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2 (1807) Rime di Gabriello Chiabrera contenente canzonette amorose e morali, scherzi, sonetti, epitaffj, vendemmie, egloghe e sermoni / [di Gabriello Chiabrera]
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3o4 iume del Chiabrera.

Non è vero piacer , falso diletto,

Gli uomini al fin strascina al pentimento.

XIV.

Al Sig. Angelo Gavotli.

Se Alfonso andasse col tabarro lordoDi sacidume , e se il cappello usasseNon come usa ciascun , sicché le faldeFossero strette , e nou s alzasse il colmoBeu molto iu su ; chi torcerebbe il muso,

Chi riderebbe ; e se venisse AnselmoDi giorno passeggiando in calza intera,

Ed una fosse bianca, e 1 altra rossa ,

Non correrebbe d'ognintorno un 0, 0,

Un 0, 0; fattamente come un tuono?

Io crederollo agevolmente ; il figlioDel tale , ed il nipote del cotale,

Nato per madre della tale , in piazzaFare il buffone ? O nobiltà sprezzata,

O vilipesa ! Se in cotal manieraMovesse a favellare, o Nanni , o BindoAvria ragion di non tacer ; ma comeTacciono , udendo Anseimo in carne e in ossaDatosi al giuoco, e non si tor roanoCarte giammai , dadi ? E porre ogni oraLa dote della moglie , e della madreIn forza delle zare, e degli incontri?

Avanzasi egli per cotal manieraLa nobiltà ? Dammi risposta , o Vulgo.Addobbarsi vilmente ad uom ben natoÈ grave infamia ; ed adoprar vilmenteFia gentilezza ? Se guernisco il capoDi cappel disusato , io son deriso ;