3o4 iume del Chiabrera.
Non è vero piacer , falso diletto,
Gli uomini al fin strascina al pentimento.
XIV.
Al Sig. Angelo Gavotli.
Se Alfonso andasse col tabarro lordoDi sacidume , e se il cappello usasseNon come usa ciascun , sicché le faldeFossero strette , e nou s’ alzasse il colmoBeu molto iu su ; chi torcerebbe il muso,
Chi riderebbe ; e se venisse AnselmoDi giorno passeggiando in calza intera,
Ed una fosse bianca, e 1’ altra rossa ,
Non correrebbe d'ognintorno un 0, 0,
Un 0, 0; sì fattamente come un tuono?
Io crederollo agevolmente ; il figlioDel tale , ed il nipote del cotale,
Nato per madre della tale , in piazzaFare il buffone ? O nobiltà sprezzata,
O vilipesa ! Se in cotal manieraMovesse a favellare, o Nanni , o BindoAvria ragion di non tacer ; ma comeTacciono , udendo Anseimo in carne e in ossaDatosi al giuoco, e non si tor roanoCarte giammai , nè dadi ? E porre ogni oraLa dote della moglie , e della madreIn forza delle zare, e degli incontri?
Avanzasi egli per cotal manieraLa nobiltà ? Dammi risposta , o Vulgo.Addobbarsi vilmente ad uom ben natoÈ grave infamia ; ed adoprar vilmenteFia gentilezza ? Se guernisco il capoDi cappel disusato , io son deriso ;